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E' SOTTO USURA MA NON DENUNCIA: SCOPERTO, AMMETTE. ARRESTATI CREDITORI

Caserta, 8 aprile 2017 (Casertasette – Telexnews.it) – Subìva minacce dai suoi creditori, era sotto usura da anni ma non ha mani denunciato i due strozzini fin quando non ha dovuto ammettere, sollecitato dalla Guardia di Finanza, le pressioni che subìva. E così ha finanche registrato le conversazioni con i suoi creditori monitorati anche sulle utenze telefoniche. Da una parte lo pressavano i fornitori e gli operai da pagare, dall’altra i creditori che gli avevano prestato i soldi per far fronte alle necessità della sua impresa di costruzioni. Un calvario durato anni durante i quali la vittima pagava quasi tremila euro al mese solo di interessi senza riuscire ad estinguere il debito di 56 mila euro per il quale ha dovuto sborsare, solo come interessi, ben 77 mila euro. Protagonista dell’ennesima storia di usura, un imprenditore di Casapesenna, R.G., 44 anni, finito nella spirale di due persone - un dipendente di 57 anni del Comune di San Marcellino e un commerciante di carni di 37 anni - finiti agli arresti domiciliari su ordine del gip Raffaele Coppola del Tribunale di Napoli Nord per i reati di usura ed estorsione aggravati dallo stato di bisogno. Si tratta di Lorenzo Scaringia, dipendente dell’ufficio anagrafe del Comune di San Marcellino e del commerciante Nicola Sagliano, titolare della Food & Meet. La Guardia di Finanza di Aversa, agli ordini del colonnello Danilo Toma, ha condotto le indagini coordinate dalla Procura di Napoli Nord nella persona del sostituto Claudia Maone e, dopo aver aperto un’attività investigativa, hanno accertato che effettivamente, l’imprenditore, a causa di ritardi nei pagamenti da parte degli enti locali presso i quali si era aggiudicato degli appalti, si era rivolto al dipendente comunale, con lo scopo di reperire la liquidità necessaria per provvedere alla gestione ordinaria dell’azienda. L’ultima spiaggia era stato proprio Scaringia, in quanto dopo una serie di richieste di credito avanzate ad alcune finanziarie e banche non andate a buon fine, non aveva trovato altre strade per fronteggiare i creditori e gli operai che doveva pagare per poter proseguire quei pochi appalti che era riuscito ad aggiudicarsi. Una storia che inizia nel 2009 e che si interrompe per un breve periodo nel 2011 quando R.G., la vittima, viene arrestata per estorsione aggravata in relazione ad un appalto al Comune di Villa Literno: vicenda giudiziaria che si risolverà però con un’assoluzione completa in primo grado. E’ a questo punto che l’impiegato comunale – a nome di alcuni sedicenti ‘amici’ – comincia a chiedere di nuovo gli arretrati e presta altri soldi però avendo in garanzia cambiali o assegni che poi commercializzerà il commerciante di carni. Per l’imprenditore inizia di nuovo un incubo fin quando non ottiene un grosso lavoro nel Lazio e decide di pagare gli interessi ma a nulla valgono le richieste di restituzione di un paio di scritture private e di alcuni titoli che Scaringia non ha intenzione di dargli. E’ a questo punto che il rapporto si altera e scatta anche qualche minaccia da parte del creditore-usuraio che porta l’imprenditore a denunciare il tutto alle Fiamme Gialle. L’indagine, è supportata da documentazione e intercettazioni telefoniche e ambientali durante le quali non solo emerge la pressione dell’usuraio nei confronti dell’imprenditore per ottenere le somme caricate di interessi, ma anche quella dei creditori, fornitori e operai che subissano di telefonate e messaggi R.G. per chiedere bonifici, pagamenti e liquidazioni di fatture. Gli investigatori hanno calcolato un tasso di interesse sul capitale prestato, giunto al 201 per cento.

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