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CASERTA, 7 ANNI PER UN'UDIENZA: PRESCRIZIONE A PROCESSO SU OBITORIO

Santa Maria Capua Vetere (Caserta), 12 Gennaio 2016 (Casertasette / Telexnews.it) – Sette anni per un’udienza preliminare e la prescrizione salva tutti gli imputati. Si è chiusa con un non doversi procedere per intervenuta prescrizione l’udienza preliminare a carico di una trentina di indagati alcuni dei quali arrestati nel 2009 nell’ambito di un cartello delle pompe funebri a Caserta e provincia. L'ultima volta, a causa di un «carico di ruolo» (ovvero la presenza di due delicati procedimenti), il gup del tribunale di Santa Maria Capua Vetere aveva rinviato a nuova data il procedimento nato da un’inchiesta della locale Procura sammaritana. Una serie di rinvii e mancate notifiche o altri impedimenti procedurali – durati sette anni – ha fatto sfociare il tutto in una bolla di sapone. Un vero e proprio mercato dei funerali, una lotta senza quartiere tra imprese funebri concorrenti tra loro tesa all’accaparrarsi e al contendersi – con regalie e bustarelle a centralinisti degli ospedali, dipendenti degli obitori, infermieri o procacciatori collocati nelle sedi giuste – il trasporto delle salme, in modo da presentarsi per primi presso le famiglie dei deceduti e chiudere l’«affare». Si salvano grazie alla prescrizione: Antonio Chianese, Antonio Cammarota, Domenico De Marco, Giuseppe Parrillo, Giovanni, Edoardo e Domenico Scalera, Gaetano e Raffaele Cerreto, Enrico Imparato, Gennaro e Alessandro Trombetta, Matilde Vecchione, Costantino Ferrara, Luciano, Paolo e Francesco Conte di Lusciano, Arturo Siro, Aniello Ventre, Giuseppe Iodice, Pasquale, Sabatino Salvatore e Luigi Russo, Gianpaolo Verrillo, Ernesto Corvino, Francesco e Pasquale Cerullo, Alessio Vanacore e Gennaro Cesarano. Tra i nomi di spicco dell’inchiesta, i titolari delle agenzie Last Travel (Pasquale Imparato), Cerreto (fratelli Cerreto) di Caserta; e altri imprenditori delle pompe funebri del napoletano (Enrico Imparato, Gennaro Trombetta, Luciano Conte) oltre ad alcuni infermieri della sala mortuaria, Antonio Chianese, Antonio Cammarota e Domenico De Marco.


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