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CAMPANIA, VIAGGIARE: ALLA SCOPERTA DELLE GALLERIE DEI CAMPI FLEGREI

Travelling, luoghi incantati: il Tempio di Giove di Cuma, Campi Flegrei


Napoli, 13 marzo 2012 (Biagio Salvati) - Un paesaggio tra mito e storia, ma reale, in un angolo della regione Campania tutta da scoprire dove il circuito turistico non sempre fa capolinea. Sono i magnifici Campi Flegrei, citati in tanti scritti antichi ma anche recenti che non si traducono in boom di visitatori. Luoghi incantati «sotto il cielo più puro, il terreno più infido. Rovine d'una opulenza appena credibile, tristi, maledette. Acque bollenti, zolfo, grotte esalanti vapori, montagne di scoria ribelli ad ogni vegetazione, lande deserte e malinconiche, ma alla fine una vegetazione lussureggiante, che s'insinua dappertutto dove appena è possibile, che si solleva sopra tutte le cose morte in riva ai laghi e ai ruscelli e arriva fino a conquistare la più superba selva di querce sulle pareti d'un cratere spento. Così siamo continuamente palleggiati fra le vicende della natura e della storia» scriveva Johann Wolfgang Goethe. I Greci li chiamavano i campi «ardenti» Pozzuoli, Baia, Miseno e Cuma sono alcune delle tappe di un viaggio alla riscoperta dell'arte e della storia, fondamentali per il rilancio dei turismo in Campania. Un percorso che il visitatore può seguire anche scoprendo le tante grotte, gallerie sotterranee e cavità che in età romana furono scavate nel tufo giallo tipico dellâ'area. Una serie di gallerie che furono realizzate dai romani come assi stradali a scopo militare e civile: affascinante la grotta di Seiano che collegava la villa di Vedio Pollione, a Posillipo, con Coroglio. A mettere in collegamento il lago d’Averno con la mitica Cuma era invece la grotta di Cocceio mentre la Crypta Romana univa la città bassa di Cuma con il porto porto. Napoli e Pozzuoli, invece, erano collegate dalla Crypta Neapolitana. Si tratta di gallerie che nel tempo sono servite a diverse altre funzioni: da riserve idriche a luoghi di sepoltura e di culto fino ad utilizzi più moderni, come cellaio per il vino, con riferimento all'Antro della Sibilla oltre che come deposito di munizioni, nel caso della Grotta di Cocceio. Viaggi alla scoperta di antiche cavità tra cui alcune anche non visitabili (perché ubicate in zone private) ma delle quali raccontano precisi testi specializzati. Tra queste la Grotta della Sibilla ma anche grotte sconosciute come la galleria sommersa di Nisida e quella di Miseno. Questa, per esempio, consentiva il collegamento tra il teatro e il porto.

 
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