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CASERTA ROCK FEST: IL RACCONTO DELLA DUE GIORNI MUSICALE. INTERVISTE

Nella foto il gruppo dei Ministri (Federico Gorgogna - chitarra - e Davide Autelitano -voce e basso)


CASERTA, 13 SETTEMBRE 2011 (Casertasette) - (di Serena Li Calzi) -

Giovedi 8 settembre 2011 Ore 18.30.Timida affluenza ai cancelli dell’Old River Park (Castel Morrone). Si ode,da lontano, il suono della batteria o un timido accenno di chitarra che sprezza il silenzio del verde. Il caldo si sente, ma il sole non picchia forte. Intanto il backstage è in fermento. Sono 10 i gruppi che si esibiranno stasera. Il “Caserta rock fest” quest’anno offre un cast variegato. Giovani realtà emergenti e nomi più noti di questa serata, tra cui Pino Scotto e Ministri. Qualche stand riempie dei vuoti lasciati dal verde e un odore di cibo arriva da lontano. Tutto è pronto, le band riscaldano gli strumenti. I primi ad esibirsi sono i “Jano’s Head”, una fusione di funky, metal e hip hop. Abbiamo in cantiere nuovi progetti -spiega la voce del gruppo - con l’inserimento del deejay stiamo creando nuovi pezzi e rivisitando i vecchi-continua- non andiamo di fretta, ma cerchiamo di lavorare bene in sala continuando la palestra dei live-spiega- la scena underground purtroppo non funziona, la gente storce il naso e guarda con snobismo-. Intanto il festival continua con i “Romantic lies” vincitori del concorso “le voci di dentro” (2008) che apre le porte del “Sanremo rock” 2008 giungendo terzi. Vincitori del Caserta Rock City 2011. Una band dal suono pulito e buona presenza scenica. Già abbastanza conosciuti nonostante suonino assieme da appena tre anni. A seguire gli A-380 (atreuttant) con un rock’n’roll che loro definiscono sanguigno in vecchio stile napoletano. L’affluenza è ancora abbastanza bassa. Ma l’umore resta alto, stasera è musica live alternative anche solo per poche persone. Senza sosta è un via vai di gruppi : “The Memory” e a seguire il trio romano “Strenght approach” cominciano a riscaldare finalmente il pubblico. L’hardcore del trio richiama l’attenzione. –I nostri live- spiegano - hanno difficoltà a venire fuori in Italia. Troviamo invece ottimo riscontro all’estero, dove giriamo tantissimo e abbiamo le nostre soddisfazioni -. Ma adesso si cambia registro con i “Funky pus hertz” , genere Hip hop, funky, reggae, sono la voce fuori dal coro in questa serata- il pubblico presente non ascolta il nostro genere- spiegano- ma va bene anche mettersi in discussione- e risultano gradevoli, perché tutti si scatenano sulle note di “ ‘a carn’a sott e i maccarun a ‘copp”. Intanto continua il timido ingresso degli ultimi arrivati per ascoltare i big della serata. Tutti ci domandiamo come mai, nonostante il biglietto costi così poco e ti dia la possibilità di ascoltare tantissimi gruppi nuovi, non ci sia stata curiosità, da parte dei giovani, di approfittarne. Questo resterà l’enigma di tutto il festival. Ma ora è il momento degli“Atleti”. Leader è proprio l’organizzatore dell’evento: Maurizio Affuso. Tutte le band hanno avuto parole di affetto e di stima, nei confronti di un ragazzo che da solo ha messo in piedi due giorni di musica che, criticabile o meno ,è da ammirare anche solo per l’energia fisica e mentale. Più conosciuto con gli “RFC”, stasera gli Atleti mettono in scena pezzi famosi e rivisitati in chiave punk/rock che diverte tutti. Finalmente l’Old River comincia a riempirsi. Giusto in tempo per assaporare un ritardatario Pino Scotto che ci delizia con le sue pillole di f….uli vari che però riscontrano successo e fanno ridere-Sono fatto così – spiega - forse sbaglio, ma non ci posso fare niente-. Esalta talmente tanto il pubblico che un ragazzo si precipita sul palco, Pino neanche se ne accorge. Ma l’attenzione è tutta per il batterista che sprigiona energia e sudore da tutti i pori. Chioma lunga, riccio biondo e tanta carica. Ma ora è il momento più atteso, il gruppo rivelazione dell’anno:i “Ministri”, dai visi puliti, ma con grinta da vendere. Federico Dragogna si racconta così- La musica che produciamo è innanzitutto per noi stessi. Io ho bisogno di scrivere musica non solo di ascoltarla. Non mi piace sminuire il concetto musicale solo per genere,ascolto le cose ben fatte. Ovviamente la scelta di scrivere in un determinato modo è già una selezione su chi andrà poi a comprare l’album-spiega- Importante è la cura nel lavoro, dai testi all’arrangiamento musicale.-ricorda Federcio-L’incontro con Morgan è stato casuale,inizialmente c’era freddezza. Ma appena cominciammo a suonare, trascorsero tantissime ore che quasi non c’è ne accorgemmo. E’ difficile pensare ad una collaborazione, cosa che invece è accaduta quasi per gioco con Caparezza,nel suo penultimo album nel singolo “Ulisse” -.Ma ora basta parole, è il loro momento. Lasciamo che si concentrino prima dell’esibizione. Eccoli sul palco, misto di eleganza e trasgressione, pronti ad urlare in faccia a chi è qui all’Old River tutta la grinta che hanno in corpo.

Venerdi 9 settembre 2011

Ore 18.30. Rieccoci di nuovo qui, nella verde natura dell’Old River Park di Castel Morrone (Caserta). Ricomincia il timido ingresso del pubblico casertano nei confronti del festival. Stasera si esibiranno i 24 grana e siamo quasi certi che qualcuno in più ci sarà. Leggiamo che i “Lambroso” non suoneranno, ma si esibiranno ancora tantissimi altri gruppi. In scaletta ci sono i “Sixth Minor”, a seguire un gruppo di Barletta i “Cleanhands”, genere alternative metal che finalmente vede una donna esibirsi sul palco alle prese con la chitarra elettrica. E ancora i “Lost in Noise”, dalla provincia di Reggio Calabria ,giovani e con le idee ben chiare pronti a mettersi sempre in discussione. Seguono i “Broken cords” ed i “Low-fi” con la solita grinta. Entrano in scena i “Maleizappa”, il cantante con la parrucca bionda intrattiene il pubblico e regala qualche sorriso. Tra poco si esibiranno i big di questa seconda serata,incontriamo Tommaso Cerasulo, voce dei “Perturbazione” . Un incontro davvero piacevole, il suo modo di spiegare cattura l’attenzione con la sua parlantina sicura:- Secondo il nostro punto di vista, la “musica” dovrebbe essere aggregazione e fratellanza. Il concetto di “ascoltare” musica non è molto complesso, ma ha una sua logica. Con la comparsa del file al posto della musicassetta ha semplificato il meccanismo ma ha rovinato “l’ascolto”. Per registrare la musicassetta-continua Tommaso- eri costretto ad ascoltare tutto il cd e valutarlo,invece lo scarico download del file, non ti permette più l’apprezzamento del lavoro ma scaricare file senza neanche ascoltarlo. Il nostro motto è “Nutri ciò che ti nutre” e sperare che i più affezionati facciano lo stesso. Un gruppo-continua il cantante-ha bisogno di aprirsi a nuove forme d’arte e che gli altri ti aiutino anche in aspetti che non sono sempre musicali. E’ fondamentale far parte,tutti, di uno stesso progetto. Difatti noi spaziamo anche in altri campi che ci permettono di evadere da una facile routine. Cerchiamo di non fare solo un percorso musicale ma di mettere assieme vari aspetti, dalla narrazione al disegno. Ci reinventiamo ogni volta, dove musica ed immagine s’incontrano-. Ne approfitto del tempo che Tommaso spende in nostra compagnia per chiedergli come sia cambiato il concetto di concorso e dove sia finita la musica in queste iniziative-Secondo me la competizione è funzionale dal momento in cui c’è già sotto un tessuto produttivo. In un terreno giovane, dove ogni gruppo cerca di farsi conoscere non deve esistere competizione ma aggregazione. Anche noi-spiega- abbiamo partecipato a contesti simili, ma cerchiamo comunque di raccontare storie per sapere che non siamo soli. Se in questo lavoro, riusciamo anche a far vibrare le corde giuste del pubblico, vuol dire che abbiamo fatto un buon lavoro. Ma tutti abbiamo il diritto di provare. Noi preferiamo il concetto di “concerto” senza premi, ma ci rendiamo conto che questa è un’epoca senza curiosità. Non c’è la voglia di uscire ed andare ad ascoltare un live per il gusto di esserci. Noi abbiamo faticato tantissimo - continua Tommaso -ci siamo autoprodotti, proposti ad etichette. Trovammo una piccola etichetta di ligure. Quello che conta è trovare le persone che lavorino con te anche con il rischio di ricevere una porta chiusa in faccia. Ci vuole tanta gavetta. Poi nel 2002 facemmo una scelta girando tutta l’Italia. Anche quando c’è stato il successo, è stato difficile poterlo replicare, ed in questo caso è stato giusto prendersi una pausa per non entrare in paranoie-. Lasciamo i Perturbazione al loro live ma l’attesa è per i 24 grana. Il pubblico acclama Ciccio Di Bella. Ma prima che salgano i big della serata un trambusto sul palco attira finalmente l’attenzione di qualcuno. “The Gentlemen’s Agreement” fanno il loro ingresso. Sono buffi e molto colorati. Rompono il ghiaccio e parlano a chi li ascolta per la prima volta. Ancora prima che siano gli strumenti a suonare, si percepisce una certa sicurezza che li distingue. E’ il loro momento. Il pubblico è intimidito e incuriosito da quei 5 ragazzi dal sound diverso ascoltato in questi 2 giorni. Dal country allo stile che richiama il Brasile. Ora tutti ballano a ritmo di percussioni e contrabbasso. La vera rivelazione di questo festival sono loro. A chiudere il Caserta Rock fest sono i 24 grana, con la promozione del loro ultimo album “La stessa barca” che riscontra l’ennesimo successo sul pubblico campano.

Ringrazio chi ci ha accompagnato in queste 2 lunghe giornate: il buon Alfredo Capuano e la mente/cuore del festival Maurizio Affuso. Con l’augurio di ritrovarsi qui con il: Caserta rock fest 2012.

 
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