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MUSICA, CAMPANIA: ROCK A NAPOLI, VI RACCONTO IL NEAPOLIS FESTIVAL LIVE


NAPOLI, 12 LUGLIO 2011 (Casertasette) – (di Serena Li Calzi)- Nove luglio 2011, destinazione “NEAPOLIS FESTIVAL”. Siamo in dirittura d’arrivo io, io e il mio amico Frank Tellina (radio Club91). L’aria è afosa, ma il caldo non scoraggia gli amanti del rock. Siamo dentro, tutto è pronto per le band che si succedono in questa location post-moderna. Tantissimi stand alternativi allietano l’attesa. Prima d’incontrare gli artisti restiamo tra il pubblico ad ascoltare la prima, delle due novità musicali di questo festival: “ THE SHAK & SPEARS”, vincitori di “destinazione Neapolis”. Di recente formazione, mischiano indie/folk e punk. Anche se dal nome non si direbbe, sono una nuovissima realtà campana, vengono da Pompei e sono giovanissimi. La maggior parte del pubblico è li che li ascolta per la prima volta. Non vantano certo l’esperienza delle band che saliranno dopo di loro, ma sono forti e passionali. La gente comincia timidamente ad apprezzarli, ballano e si scatenano. C’è ancora sole e fa caldo qui a Bagnoli, ma THE SHAK & SPEARS non ne soffrono per niente, sono freschi e contagiosi, tanto sono allegri. Finalmente l’incontriamo e riusciamo a strappare loro un’intervista. Non possiamo fare a meno di chiedere quanto gioca l’emozione su questo palco –“tantissima adrenalina. Questo non è il primo live, ma il Neapolis è per noi una bella vittoria, quasi non ci si crede. Il nostro senso della musica è far divertire e scatenare, basta con la ghettizzazione. Quando si studiano dei pezzi bisogna essere liberi di creare senza sentirsi schematizzati. Noi abbiamo la nostra identità e la lasciamo libera d’esprimersi”. Grande carattere che hanno questi ragazzi e tantissima simpatia. Continua il festival con una novità dell’ultim’ora: i MARLENE KUNTZ sono fuori. Tantissima gente venuta per ascoltare la rock/band italiani è furiosa, pretendono il rimborso del biglietto. Comunicato ufficiale pare che non ci sia stato il giusto accordo economico, mentre voci di corridoio parlano di una loro esclusione programmata quasi dall’inizio dal Festival, quale la verità? Ma mentre ci s’interroga sui veri motivi dell’abbandono, ascoltiamo la giovanissima rock band che li sostituirà. Loro sono i “PARK AVENUE”, vengono da Novara e si fanno trovare prontissimi. Bel rock, lo definisco piacevole d’ascoltare in macchina mentre si è in viaggio verso mete sconosciute. Eppure parliamo di ragazzi che hanno già inciso il loro primo album dal titolo “TIME TO”. Proiettati verso campi internazionali, sono stati open band del tour di Ligabue estate 2010 e hanno aperto alcuni concerti dei BAUSTELLE – Siamo contenti di essere qui a Napoli. Il pubblico è davvero caldo e ci apprezza molto. Il nostro genere è sicuramente riconoscibile nel rock, ciò non vuol dire che non si può essere liberi di sperimentare nuovi suoni. Presto ritorneremo anche con un nuovo album-. Lasciamo i Park avenue rilassarsi dopo l’esibizione e continuiamo il nostro giro nel pubblico, non è semplice qui con Frank Tellina affianco che viene fermato e riconosciuto da tantissima gente. Birra e tanta Red bull aiuta a dimenticare l’attesa delle guest star, gli: SKUNK ANANSIE. Ma è il momento degli “ARCHITECTURE IN HELSINKI”. L’incontriamo prima della loro esibizione che sorseggiano tranquillamente seduti la loro birra. Gruppo australiano, utilizzano svariati strumenti nelle loro esibizioni, come sintetizzatori analogici. Hanno suonato con i “death cab for cutie” e hanno aperto i concerti di “DAVID BYRNE”- E’ stata un’emozione speciale poter aprire i concerti di David-. Adesso sono pronti a far scatenare i tantissimi ragazzi che continuano a raggiungere l’acciaieria sonora. Anche noi decidiamo di assistere nel pubblico e fare qualche domanda in giro, ma pare che siano tutti abbastanza soddisfatti dei gruppi che si stanno succedendo. Ma ora è la volta degli inavvicinabili “MOGWAI”. Gruppo post-rock scozzese, strumentale. Riusciamo a scattare loro qualche foto, ma l’adrenalina comincia a salire, fra pochissimo su quel palco si esibiranno gli SKUNK ANANSIE. Nel frattempo decido di fare un giro nel backstage, d’un tratto trovo proprio lei, SKIN, davanti a me. E’ piccolissima, mi domando: ma da dove esce tutta quella forza sul palco, da un corpicino così piccolo?. Che emozione averli di nuovo assieme qui stasera, davanti a noi. Non possiamo incontrarli, sono praticamente circondati, ma siamo li tutti per assistere al concerto e scatenarci come pazzi. Siamo prontissimi, macchine fotografiche alla mano, ansia, silenzio. Si spengono le luci. La tensione nell’aria è tagliente. Sono li davanti a noi pronti a deliziarci con le loro pazzie. Eccola, è li: si accendono le luci in sincronia con la musica. Ha una tutina nera tutta brillantinata, indossa ali particolarissime, dorate. Sembra confezionata come un regalo. Beh infondo lo è, un bellissimo regalo per noi che siamo li per loro. Comincia lo show. Skin è impazzita sul palco: destra, sinistra, non si ferma un attimo. Si scatena è completamente assorta nell’atmosfera rock dei loro pezzi. La band l’accompagna in questo spettacolo fatto di lei e della sua voce. Pezzi nuovi e vecchi si succedono senza un attimo di tregua. Il volto del pubblico è estasiato. Questi sono gli SKUNK ANANSIE. Musica e show. Finisce con il bis delle vere guest star di questo festival. A malincuore torniamo a casa, ma domani ci aspetta un’altra giornata di festival, anche se già ci manca, la pazza SKIN che lascia il palco cn una caviglia dolorante, dopo un suo ennesimo colpo di testa. Ma almeno, stavolta, non si è lanciata sul pubblico e la security può tirare un respiro di sollievo. Ma le ciliegina sulla torta di questa fantastica serata è lo spettacolo di Frank Tellina assieme ai THE SHAK & SPEARS che improvvisano un siparietto musicale nel parcheggio, applaudito dai presenti. Che atmosfera favolosa. Si continua domani.

LA SECONDA TAPPA

10 luglio 2011. Eccoci alla seconda e ultima serata del NEAPOLIS FESTIVAL. Oggi nessuna sorpresa particolare. I gruppi ci sono tutti e nessun rimborso al botteghino. Ancora tanto caldo e anche tantissima stanchezza comincia a farsi viva. Ma qui c’è l’infinita risorsa di rad bull e noi beviamo per scacciare quest’afa. Arriviamo giusto in tempo per ascoltare la seconda grande novità del festival, i “NEWYORK NEWYORK”, vincitori anche loro di “destinazione Neapolis”. Giovani e campani, sono al decimo live. Il Festival apre proprio con un duo elettro un po’ punk. Graditi dal pubblico che anche stavolta, li ascolta per la prima volta. L’incontriamo dopo l’esibizione –che emozione essere qui, ci auguriamo che questo sia un vero trampolino di lancio, quasi non ci crediamo ancora-. Mentre parliamo con i “newyork newyork”, vera rivelazione del festival assieme ai “the shak & spears”, ascoltiamo in sottofondo i “CROCODILES”, band indie/rock/nois/pop, californiani. Aspettiamo che finiscono l’esibizione e riusciamo ad incontrarli mentre sorseggiamo una birra come amici al bar- è la prima volta a Napoli, è stata una bellissima esperienza, anche se preferiamo esibirci in club. Speriamo di poterlo fare qui-. Lasciamo gli affascinanti “crocodiles” al loro drink e ascoltiamo i “BATTLES”. Che carattere che hanno e che batteria. Partono dal math/rock con tantissime contaminazioni e creatività. Sono strumentali e dotati di tantissima energia. Continuiamo a fare un giro tra il pubblico, notiamo che c’è parecchia differenza. Oggi non c’è il rock, ma protagonista è il genere elettronico. Qui al posto di chitarre e batterie ci sono computer e strumenti analogici. Indice che la musica sta cambiando, ma noi abbiamo un po’ nostalgia delle vecchie band con tutti i musicisti al completo. Mi spiegano i ragazzi venuti ad assistere che Napoli è un po’ stanca del vecchio rock e che ormai l’elettronica diventa sempre più realtà. Effettivamente sembrerebbe proprio così. Decidiamo di tornare nel backstage e troviamo pronti a salire in scena gli “HERCULES AND LOVE AFFAIR”. Molto particolari, presentano suoni disco tipico degli anni ’70. Con la loro esibizione il pubblico è in delirio. Anche noi ci lasciamo trasportare dalla voce lirica di Antony Hegarty. Bellissimo spettacolo il loro, peccato che lasciano il palco innervositi. Ma ora è la volta dei deejay tanto attesi dalla serata, gli “UNDERWORLD”. Duo di musica elettronica britannico. Loro sono i veri pionieri di questo genere. Circondati da tantissime luci e da teli bianchi che proiettano loro stessi che si esibiscono, con tantissimi giochi di luce e distorsioni d’immagini. Io e Frank c’incantiamo a guardare lo spettacolo, da vecchi amanti del rock abbiamo un po’ di difficoltà nell’amare questo genere, ma ammettiamo che ci danno dentro. Aspettiamo impazienti il pezzo che li ha resi famosi in tutto il mondo: “born slippy nuxx”, colonna sonora del noto film “trainspotting” . Arriva alla fine, in chiusura concerto ed è davvero una bella sensazione poterla ascoltare dal vivo. Le luce si spengono, la musica termina. Comincia l’esodo verso l’uscita. Noi siamo stremati ma davvero soddisfatti di questa grande esperienza che ci ha fatto conoscere tantissimi artisti. I miei compagni di viaggio sono stati strepitosi. Ringrazio Frank Tellina, Stefano, Simona Schiavone di radio CLUB91 che mi hanno dato la possibilità di collaborare con loro in questa fantastica avventura. Non ultima la mia compagna reporter Martina De Felice, fondamentale per la sua allegria e spontaneità. Ma un ringraziamento speciale va a Giulio Di Donna, il nostro angelo custode. Arrivederci a questo Festival che nel bene o nel male, criticato o non, resta sempre una delle più belle realtà musicali di Napoli.

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