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CASERTA, ARRESTI VILLAGGIO DEI RAGAZZI: C'E' FIGLIA EX PROVVEDITORE. I NOMI


MADDALONI (Caserta), 28 febbraio 2011 (Casertasette) - C'era la professoressa delle scuole medie che, una volta alzata la gonna, si sedeva sopra le gambe di due adolescenti di 11 anni, all'altezza dei genitali, facendo dei movimenti ondulatori tipici di un rapporto sessuale. C'era poi l'educatore che picchiava a e faceva cadere dalle scale un ragazzo ospite della struttura di assistenza per minori. E ancora, tre educatori che insultavano i ragazzi umiliandoli con appellativi come: "handicappato", "porco", "scemo". Di tutto questo sono accusati Domenico Bellucci, 56 anni; Vincenzo Crisci, 30 anni; Gianluca Panico 33 anni; Francesco Edattico, 53 anni; tutti educatori, i primi tre di Maddaloni e l'ultimo di Marcianise. L'insegnante, Maria Iesu, 37 anni (nativa di Salerno ma residente a Caserta, figlia di un ex provveditore agli studi del capoluogo), e' accusata di essersi resa responsabile dell'abuso sessuale nei confronti degli undicenni ospiti della fondazione "Villaggio dei ragazzi", nel novembre del 2008. Le dichiarazioni delle piccole vittime, ascoltate dai pm della procura con l'ausilio di una psicologa, sottolinea il capo della procura sammaritana Corrado Lembo in una nota, apparivano convergenti nella descrizione e ricostruzione delle modalita' con le quali i giovani erano stati trattati da alcuni educatori dell'istituto. Convergenti anche nella rappresentazione di metodi che - considerati lontani dal costituire quella che viene definita "educazione rigida" - integravano invece atti di maltrattamento volti alla sistematica sopraffazione e vessazione di minori indifesi. Secondo i pm, le condotte erano abitualmente commesse, tra l'altro, con l'uso della violenza fisica e psichica e mediante la mortificazione delle vittime. In alcune occasioni, a seguito delle percosse subite, le vittime avevano riportato anche lesioni personali. La psicologa nominata dai pm sammaritani che aveva assistito, nel corso delle indagini, all'audizione dei minori, ha redatto in seguito una relazione nella quale si evidenziava il disagio emotivo vissuto dai ragazzi. Cosi', oggi, il gip Giuliana Taglialatela, ha firmato l'ordinanza per i cinque indagati. Nel corso dell'indagine, iniziata nell'estate del 2009, l'ascolto di bambini e adolescenti ospiti del Villaggio dei Ragazzi di Maddaloni, ha fatto emergere uno spaccato definito dalla procura "molto triste e sconsolante" in relazione alla gestione della struttura e al trattamento che gli educatori riservavano ai minori ospitati.
I reati

Maltrattamenti, lesioni aggravate e, per la sola insegnante delle medie, violenza sessuale aggravata, sono i reati commessi dai cinque arrestati ai danni di minori di eta' compresa tra gli 11 e i 16 anni, ospitati dalla fondazione amministrata dalla Congregazione dei "Legionari di Cristo". Le indagini, avviate dalla Squadra Mobile di Caserta nel luglio del 2009, hanno mostrato l'abituale ricorso da parte dei quattro educatori a metodi umilianti e violenti nei confronti dei ragazzi ospitati a convitto nella struttura. In particolare, attraverso l'escussione di numerosi testimoni e delle vittime accertate, e' stato possibile appurare come i giovani fossero continuamente oggetto di appellativi ingiuriosi e offensivi e, nel caso manifestassero ribellione ed insofferenza a tali vessazioni, venivano percossi anche in modo selvaggio al punto che in alcune circostanze erano costretti a ricorrere alle cure ospedaliere. Una inchiesta resa difficile anche dallo stato di soggezione e di disagio psichico dei fanciulli e dei genitori, alcuni dei quali, consapevoli di quanto accadeva, venivano indotti a non denunciare. Due di essi, Domenico Bellucci e Francesco Edattico, gia' in passato erano stati indagati per episodi analoghi. Bellucci e' ora ritenuto responsabile di due episodi di lesioni personali, riscontrati anche attraverso l'acquisizione di referti medici, nei confronti di due ragazzi, uno scaraventato per le scale, e un'altro colpito con uno schiaffo cosi' violento da fargli sbattere la nuca contro un armadio con conseguente ferita lacero contusa. Nel primo caso, la madre della vittima fu dissuasa dal denunciare la vicenda, mentre nel secondo episodio, la giovane vittima fu convinta a mentire sulle cause della ferita ai medici del pronto soccorso di Maddaloni che gli applicariono dei punti di sutura. Inoltre, si e' accertato che i ragazzi erano costretti, per punizione, talvolta anche gratuitamente, a restare in piedi per ore o a sedere su sgabelli scomodi e privi di spalliere quando guardavano la tv, o, ancora, ad aspettare il turno per fare la doccia scalzi e nudi, con porte e finestre aperte anche d'inverno. Gli adolescenti hanno collobarato poco all'inizio con gli investigatori perche' temevano rappresaglie degli educatori che si vantavano dell'inutilita' di eventuali denunce, dicendo loro che non sarebbe stati creduti. Quanto agli abusi sessuali commessi dalla professoressa Maria Iesu, dicono gli investigatori, il disagio manifestato da una delle giovani vittime, sentita dalla Sezione Minori della Squadra Mobile alla presenza di uno psicologo, era tale che l'11enne, per l'imbarazzo, non riusciva a raccontare l'episodio e si e' limitato a scrivere su un foglio i comportamenti della donna.

L'insegnante figlia del provveditore al centro di un episodio di cronaca alcuni anni fa

Maria Iesu, l'insegnante arrestata oggi per violenza sessuale, alcuni anni fa fu protagonista di un episodio di cronaca come vittima. Dopo un furibondo litigio con il padre, quest'ultimo, ex Provveditore agli studi di Caserta, esplose contro di lei un colpo di pistola che le procurò una prognosi di 15 giorni. Il padre fu denunciato per lesioni ma non arrestato in quanto ultrasettantenne

Indagate altre tre persone tra cui un vertice amministrativo

Nell'inchiesta è indagato anche un ex vertice ammimnistrativo (non religioso) che già da tempo non dirige più l'istituto e altri due educatori.

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