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CASTELVOLTURNO (CASERTA): POLEMICHE PER SCULTURA CHE RICORDA CRIMINALI


CASTELVOLTURNO, 18 SETTEMBRE 2010 - A due anni dalla strage degli immigrati a Castel Volturno (Caserta) per mano dell'ala stragista dei Casalesi di Giuseppe Setola, è polemica nel centro del litorale domiziano tra il sindaco Antonio Scalzone e i movimenti dei migranti e dei rifugiati. Pietra dello scandalo una scultura commemorativa inaugurata oggi sul luogo della strage malgrado il divieto imposto dal primo cittadino. Dinanzi la sartoria "Ob Ob exotic fashions", in quel tragico 18 settembre del 2008, trovarono la morte 6 immigrati. Secondo i movimenti, per i quali la scultura rappresenta la lotta al razzismo e alla camorra, è "inaccettabile" la posizione assunta da Scalzone che, nei giorni scorsi, ha definito "improbabile", l'allocazione della scultura e invitato le associazioni "a rinunciare nell'intento, probabilmente, di ricordare bande criminali". Nello scorso mese di agosto, in una lettera inviata al ministro dell'Interno Roberto Maroni, Scalzone ha chiesto un intervento contro i gruppi criminali extracomunitari, in particolare quello nigeriano, "che taglieggiano i loro connazionali e che controllano il traffico della prostituzione e lo sfruttamento, il traffico di droga internazionale che parte proprio da Castel Volturno". "Fu una strage di innocenti - ribadiscono con forza i movimenti - dove per la prima volta agli assassini viene contestata l'aggravante dell'odio razziale. La camorra voleva mostrare la sua ferocia al fine di sottomettere e terrorizzare l'intera comunità africana". "Kwadwo Owusu Wiafe, Ibrahim Alhaji, Karim Yakubu (Awanga), Kuame Antwi Julius Francis, Justice Sonny Abu, Eric Affun Yeboah, non sono morti invano e la loro memoria ci rende più forti e determinati nelle nostre lotte", scrivono gli immigrati che sottolineano d'essere gli unici promotori di "una scultura simbolo di fratellanza che li ricorderà colmando un colpevole vuoto istituzionale e le 'dimenticanze' delle varie amministrazioni succedutesi su questo territorio nell'onorare degnamente le vittime della strage". I movimenti degli immigrati, infatti, si chiedono "come sia possibile che a due anni di distanza tra la camorra più spietata da una parte e le vittime innocenti dall'altra, il sindaco Scalzone ancora rinunci a schierarsi dalla parte delle vittime. Dopo la strage nulla è cambiato: i migranti continuano a essere facili bersagli, a essere sfruttati nelle campagne e nell'edilizia, le forze dell'ordine continuano a fermare lavoratori alle 4 di mattina alle rotonde o negli autobus scambiando le vittime dello sfruttamento con i criminali, ottenere il permesso di soggiorno diventa sempre più complicato e difficile".

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