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CAPUA, CASERTA. I NOMI DEGLI OPERAI MORTI. DOLORE E REAZIONI POLITICHE


CAPU (CASERTA), 11 SETTEMBRE 2010 - I tre operai morti sono Giuseppe Cecere di 53 anni, sposato padre di tre figli. Viveva a Capua, non molto distante dal luogo dove stava lavorando. Gli altri due operai deceduti si chiamavano Antonio Di Matteo, di 42 anni di Macerata Campania e Vincenzo Russo, di 43. Quest’ultimo era di Afragola come la ditta Errichiello che stava eseguendo la bonifica nel silos nello stabilimento dell’ex Dsm Spa, una multinazionale olandese che ha la produzione nell’area ex Pierrel di Capua ma, come precisa la stessa Pierrel, non hanno più da anni, nessun legame. L'indagine è coordinata dal pm della Procura di Santa Maria Capua Vetere Donato Ceglie, che ha ordinato subito il sequestro del silos e l'autopsia sui tre corpi che verrà eseguita a partire dalla prossima settimana. Secondo quanto si è appreso successivamente, i tre operai stavano lavorando all'interno di una cisterna profonda circa 12 metri. Probabilmente gli operi stavano smontando un ponteggio quando sono rimasti vittime delle esalazioni. La tragedia è avvenuta intorno alle 9;30. Poco dopo è arrivata la richiesta di soccorso ai vigili del fuoco di Caserta che hanno inviato una squadra sul posto, ma ormai era troppo tardi. I tre, dunque, stavano smontando una impalcatura situata all'interno del silos. Probabilmente solo uno dei tre si trovava all'interno, ma questo è ancora da accertare, e all'improvviso si è sentito male. Poi anche gli altri due sono stati colti da malore. È stato un operaio dell'azienda farmaceutica ad accorgersi della tragedia e a dare l'allarme. Sono arrivate prima alcune ambulanze poi i carabinieri e i vigili del fuoco. Uno degli operai ha tentato inutilmente di salvare i colleghi. La tragedia ha provocato una serie di reazioni politiche e di rappresentanti sindacali mentre attestati di stima stanno arrivano da più parti alle famiglie. «Attendiamo l'esito degli accertamenti che la magistratura ha disposto". A parlare è l'avvocato Vincenzo Montanino,il legale che rappresenta la famiglia di Giuseppe Cecere, uno dei tre operai che sono morti all'interno dello stabilimento chimico-farmaceutico olandese Dsm di Capua (Caserta) mentre stavano smontando un ponteggio all'interno di un silos di fermentazione. L'avvocato Montanino oggi ha incontrato gli inquirenti all'interno della fabbrica. «Il sostituto procuratore Ceglie - aggiunge il legale - ci ha dato appuntamento per lunedì prossimo». Al momento non si sa ancora quando verrà eseguito l'esame medico legale sulle salme che sono state trasferite a Caserta. Le operazioni per prelevare le salme dei tre operai deceduti questa mattina all'interno di un silos di fermentazione dell'industria farmaceutica Dsm di Capua sono state molte complesse. Sul posto sono intervenuti per prima gli uomini della squadra soccorsi dello stabilimento (sono circa 40) poi quelli dei vigili del fuoco (con il nucleo Nbcr) e dei carabinieri. Aperto il silos dove è avvenuta la tragedia è stato indispensabile immettervi dell'ossigeno. Solo successivamente i soccorritori sono entrati in azione

I SINDACATI, ENNESIMA STRAGE

Tre lavoratori di un'impresa edile esterna in servizio presso la DSM di Capua sono morti effettuando lavori di manutenzione in un reparto di fermentazione: per l'ennesima volta le questioni della sicurezza e della prevenzione sul lavoro hanno determinato una nuova strage". Così, in un comunicato congiunto delle segreterie regionali e provinciali di Cgil, Cisl e Uil e di Femca Cisl, Uilcem Uil, Filctem Cgil commentano la morte dei tre operai avvenuta oggi a Capua (Caserta). "Ai familiari dei lavoratori - prosegue la nota dei sindacati - esprimiamo il nostro profondo cordoglio e la nostra vicinanza nel loro dolore". "La gravità e le modalità che hanno causato le tre morti impongono, così come la magistratura sta già facendo, di verificare fino in fondo quanto accaduto", é sottolineato. "Chiediamo agli inquirenti di fare piena luce sui fatti in quanto è inammissibile che si possa ancora morire di sicurezza, anche in una società come la DSM di Capua che ha fatto in questi anni, pur in presenza di importanti processi di riorganizzazione che hanno consolidato il sito di Capua, delle questioni della sicurezza, della prevenzione sul lavoro e della compatibilità ambientale un elemento importante della gestione industriale e che hanno contraddistinto le relazioni sindacali nella provincia", è scritto ancora nel comunicato. "Ciò significa che non si deve mai abbassare la guardia su tali questioni - sottolineano i sindacati - ed è importante far emergere tutte le responsabilità affinché tutto questo non possa più avvenire in nessun posto". "Come strutture sindacali siamo impegnati anche con i lavoratori per assumere tutte le iniziative di coinvolgimento per far luce su ciò che é avvenuto", conclude la nota.

ASSESSORE PROVINCIALE AL LAVORO, CANGIANO, SUL LUOGO DELLA TRAGEDIA

L'assesssore al lavoro della Provincia di Caserta Gimmi Cangiano, si è recato subito sul posto, appena ha appreso la notizia della morte dei tre operai impegnati nella bonifica di una cisterna all'interno dell' azienda farmaceutica PMS ex PIERREL di Capua. "Esprimo tutta la mia solidarietà e vicinanza alle famiglie delle vittime coinvolte in questa tragedia. Non è la prima volta che la Terra di Lavoro si trasforma in Terra di Morte sul Lavoro. E' fondamentale che tutti crescano nella consapevolezza che un lavoro sicuro è un diritto irrinunciabile di tutti, l'impegno delle istituzioni si deve concretizzare promuovendo sempre di più una cultura della sicurezza, ciò può avvenire solo con una forte cooperazione tra tutti i soggetti coinvolti. Sono fiducioso nella magistratura che seguirà il suo corso accertando le cause della tragedia."

IL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA DI CASERTA VICINO AI FAMILIARI

"Il terribile incidente sul lavoro che si è verificato stamani a Capua ci lascia sgomenti. Siamo vicini alle famiglie dei tre operai deceduti in questo momento di immenso dolore". Questo il commento espresso dal presidente della Provincia di Caserta, Domenico Zinzi, in merito al tragico incidente avvenuto oggi nell'azienda "Bsm" di Capua che è costato la vita a tre operai. Zinzi, che al momento dell'incidente si trovava alla festa nazionale dell'Unione di Centro di Chianciano Terme (Siena), ha lasciato la località toscana per fare rientro a Capua: "E' inaccettabile - ha aggiunto Zinzi - che ancora oggi si muoia sul lavoro con una frequenza impressionante. Questo dramma - ha concluso Zinzi - ci impone di rendere ancor più severi i controlli e le attività di prevenzione necessarie a porre fine a queste interminabili tragedie".

CORDOGLIO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO REGIONALE PAOLO ROMANO

"Il Consiglio regionale della Campania si stringe con profonda commozione intorno alle famiglie dei tre operai e ai loro colleghi". E' il commento espresso dal presidente del Consiglio regionale della Campania Paolo Romano che, a nome dell'intera assemblea legislativa campana, ha rivolto parole di "commosso cordoglio" per la morte dei tre operai della Dsm di Capua. "Oggi, per l'intera regione e soprattutto per il Casertano e per Capua è un giorno di grave lutto", sottolinea Romano. Per il presidente del Consiglio regionale, "la Campania, malgrado gli sforzi fatti in termini legislativi, continua purtroppo a contare le sue vittime sul lavoro segno che di strada da percorrere ce n'é ancora tanta. Sul fronte delle norme, ma evidentemente anche e soprattutto su quello della loro applicazione". "Problematiche sulle quali, al di là del lavoro di chi dovrà accertare le responsabilità del caso, le istituzioni tutte, ed in primo luogo il Consiglio regionale, sono chiamate ad un impegno che deve essere, evidentemente straordinario", conclude il presidente del Consiglio regionale Paolo Romano.

PD CHIEDE A MINISTRO DI RIFERIRE IN AULA SU TRAGEDIA

Il responsabile Lavoro del Pd Stefano Fassina chiede che il ministro Maurizio Sacconi riferisca in Parlamento sulla morte dei tre operai a Capua. "Anche oggi - dichiara in una nota - l'ennesimo bollettino di guerra dei morti sul lavoro. Ancora una volta tre operai perdono la vita in un evento che non si può più continuare a definire 'incidente'". "Le condizioni di sicurezza sul lavoro - conclude - vengono disattese senza rispetto per la dignità delle persone, in un contesto in cui la legalità e le regole fondamentali vengono attaccate come inibizioni alla crescita. Il ministro Sacconi riferisca al più presto in Parlamento sull'attività ispettiva effettivamente svolta dal ministero del Lavoro e su quanto avvenuto a Capua".

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