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LATITANTI E FOTO: NUOVO IDENTIKIT DEL BOSS DEI CASALESI MICHELE ZAGARIA


CASERTA, 26 LUGLIO 2010 - Dopo anni di latitanza, potrebbe essere sicuramente mutato il volto del boss dei Casalesi Michele Zagaria. Un nuovo identikit del superlatitante infatti è stato diffuso dalla polizia scientifica di Napoli, su disposizione dei pm della Dda Raffaello Falcone e Catello Maresca. L’immagine è stata realizzata sulla base delle testimonianze di alcuni collaboratori di giustizia che lo hanno incontrato di recente. L’ultima foto disponibile di Zagaria risale al 1993. La foto è stata inviata in particolare, oltre che ai posti di polizia di frontiera, alle strutture di cura pubbliche e private di tutta Italia: Zagaria soffre da tempo di patologie epatiche che di recente si sarebbero aggravate, quindi gli inquirenti ipotizzano che possa essere costretto a farsi ricoverare. Nelle immagini (in una porta gli occhiali, nell’altra no) il latitante appare più magro che in passato, maggiormente stempiato e con i capelli ingrigiti. Michele Zagaria, 52 anni, è considerato la «primula rossa» della camorra campana, assieme all’altro latitante «storico» dei Casalesi, Antonio Iovine: su di loro si stanno concentrando da tempo le ricerche delle forze dell’ordine in Campania. Zagaria è il ricercato numero uno del clan dei casalesi, in Italia e all'estero. Viene considerato dalla Dda di Napoli il «re del cemento»: aziende che fanno riferimento a lui e alla sua famiglia sono state «intercettate» in diverse regioni del Nord. I suoi interessi negli appalti pubblici e non partono dalla Campania per estendersi fino al Lazio, la Toscana, l'Umbria, l'Abruzzo, la Lombardia e, in particolare, l'Emilia-Romagna. Il 19 giugno 2008, nel processo d'appello del maxiprocesso «Spartacus», è stato condannato alla pena dell'ergastolo, insieme ad altri componenti del clan dei casalesi. La latitanza di Zagaria sarebbe stata aiutata da una rete di telefonia internazionale. Le varie attività investigative, infatti, non hanno mai portato alla luce intercettazioni telefoniche riguardanti lui perché in suo possesso ci sarebbero schede internazionali come quelle svizzere che sono difficili da identificare e da intercettare. In particolare da un indagine è emerso che il boss fosse in possesso di una serie di sim telefoniche svizzere con le quale si metteva in comunicazione con i suoi fedelissimi e la sua famiglia.

 
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