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MARONI IN PREFETTURA: MINISTRO RIBADISCE 'MODELLO CASERTA' DA ESPORTARE


CASERTA, 18 SETTEMBRE 2009 - "Il modello Caserta di contrasto ai clan è collaudato dopo dodici mesi di sperimentazione e adesso si può esportare". Un anno dopo la strage dei sei immigrati africani a Castel Volturno (18 settembre 2008) il ministro degli Interni, Roberto Maroni, presiede un vertice nella prefettura di Caserta e presenta ai giornalisti il bilancio delle operazioni. Da allora, aggiunge Maroni, "avevamo promesso un intervento non sporadico contro la criminalità organizzata". Ottantacinque blitz importanti delle forze ordine hanno prodotto 660 arresti tra gli affiliati ai clan, in gran parte appartenenti alle diverse fazioni dei casalesi. Tra essi vi sono 19 latitanti, sei dei quali compresi tra i 100 latitanti più pericolosi. I beni immobili e mobili sequestrati superano i 302 milioni di euro, le confische ammontano ad oltre sei milioni. " Adesso - annuncia il titolare del Viminale - puntiamo agli arresti dei superlatitanti Michele Zagaria ed Antonio Iovine". Sono le primule rosse dei casalesi, ricercati il primo da 16 anni, il secondo da 15. Certo c'é qualche "criticità" - ammette il ministro - come la lentezza dei tempi che intercorrono tra sequestro e confisca. Maroni annuncia che si sta lavorando a modiche normative e conferma che il 75 per cento del miliardo di euro del fondo unico costituito con il denaro contante confiscato alla camorra sarà utilizzato entro l'anno per le esigenze dei ministeri dell'Interno e della Giustizia. E a proposito di giustizia invita il titolare del dicastero, Angelino Alfano al prossimo vertice di coordinamento fissato per fine ottobre. Maroni non esclude neanche - rispondendo alla domanda di un giornalista - "un aumento di uomini e risorse" nel casertano. "Decideremo sulla base delle esigenze che emergeranno da questo tavolo. L'obiettivo resta quello di passare sul territorio dal controllo dei clan a quello dello Stato. Abbiamo detto che i militari e rinforzi di polizia sarebbero rimasti nel casertano per tutto il tempo necessario e lo stiamo dimostrando". Resta ancora da mettere a punto invece il rapporto tra vittime del racket ed usura e pubblica amministrazione e banche. A Caserta Maroni è stato atteso da tre imprenditori che hanno denunciato e fatto arrestare gli estorsori dei clan ma si sono poi visti chiudere le linee di credito e mettere all'asta beni ed aziende. Da Roberto Battaglia, Angelantonio Iodice e Giuseppe De Stefano è stato rivolto a Maroni un appello per evitare il fallimento delle proprie aziende. E a Castel Volturno nel giorno del ricordo degli immigrati uccisi - dove si è registrata una scarsa partecipazione - l'imam di San Marcellino, Nasser Idiouri, giustifica l'assenza alla cerimonia dei 'fratelli neri', "assai numerosi ai funerali di un anno fa, perché hanno paura, non della camorra, ben contrastata dallo Stato, ma dalle disposizioni di leggi in vigore oggi"

 
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