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LIBRI E CLAN: DOPO GOMORRA ARRIVA L'AMORE TRA DUE CASALESI GAY


CASERTA, 29 Maggio 2009 - Il dopo Gomorra ha aperto un filone di una Napoli letteraria con diversi autori sui trent'anni. Ma se quello di Saviano è un collage di articoli giornalistici presi qui e là (quotidiani locali e atti processuali), una vera storia di impatto la racconta Luigi Romolo Carrino che nel suo libro “Acqua storta” riferisce l’amore nascosto di due camorristi gay in territorio casalese. In particolare una relazione omosessuale tra un boss e il contabile del clan, circostanza davvero inconcepibile nel mondo delle cosche. Il libro è uscito a fine gennaio (Meridiano Zero, 125 pagg., euro 10). È una storia di camorra, un’altra - recensisce Il Giornale. Ma è tutta un’altra storia. E basti dire che rottura di un tabù, frattura di clichè, scandalo del lettore e onta di Don Antonio capoclan è l’omosessualità del suo figliolo e protagonista. Giovanni «Acqua storta», campione di spietatezza e machismo, da «reuccio» e primogenito del boss merita di ereditare il titolo del papà dall’occhio azzurro liquido e dai loschi affari in corso nelle paludi di Villa Literno, bonificate «per farci la discarica della munnezza». Ma avrà, per la stortura «de li mal protesi nervi» - come, citando Dante, ogni camorrista chiamerebbe il vizietto di un qualsiasi cowboy del Wyoming -, la sorte che si merita. Finale da copione.

 
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