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CAMORRA, L'ATROCE MORTE DI TARTAGLIONE: SCATTANO 5 ARRESTI


MARCIANISE (Caserta, 20 maggio 2009) - Sono cinque le ordinanze di custodia cautelare sono emesse dal gip del Tribunale di Napoli, su richiesta della locale Procura antimafia, nei confronti di altrettanti presunti responsabili dell'omicidio di Giovanbattista Tartaglione, pregiudicato del clan Piccolo-Quaqquarone di Marcianise, assassinato a Caivano (Napoli) il 22 settembre 1996. Dopo 13 anni, grazie alle dichiarazioni di alcuni pentiti riscontrate dalla Dda, sono scattati gli arrestI. La vittima, secondo le investigazioni della Squadra Mobile di Caserta, era un pregiudicato del clan Piccolo-Quaqquarone: l’assassinio si consumò nell'ambito della faida con il clan Belforte di Marcianise, entrambi attivi nel territorio di Marcianise e nelle zone casertane limitrofe. Le persone individuate, detenute per altri reati, sono esponenti del clan Belforte. Tra questi c'è il capoclan Salvatore Belforte, 49 anni; Gennaro Buonanno, detto «Chiocchino», 60 anni; Felice Napolitano, alias «O’ capitone», 46 anni; Pasquale Cirillo, detto «O’ pecoraio», 38 anni e Francesco Zarrillo, 40 anni, detto «Sarocchia». Atroce la morte di Tartaglione: prima lo «incaprettarono», poi lo colpirono con un tubo di ferro al capo fino a provocargli lo sfondamento del cranio, gli esplosero alcuni colpi di pistola e poi, dopo averlo rinchiuso nel cofano della sua auto in una campagna del Napoletano, diedero fuoco alla vettura. Le accuse nei loro confronti sono: omicidio pluriaggravato con l'aggravante di aver agito per agevolare le attività del clan Belforte e del gruppo camorristico dei Natale di Caivano. A collaborare con la Dda, sono stati i pentiti Giuseppe Marino, esponente del clan Natale-Marino, che materialmente partecipò all'omicidio; Antonio Gerardi e Michele Froncillo, entrambi organici al clan Belforte.

 
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