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I SETOLA SI DIFENDONO, PM CHIEDE PROCESSO: PARLANO IN AULA


CASERTA – (da Il Mattino e Corriere del Mezzogiorno di Domenica 22 febbraio 2009) - Giuseppe Setola, il superkiller della fazione «bidognettiana» del clan del Casalesi (catturato lo scorso 12 gennaio a Mignano Montelungo, dopo una lunga latitanza) ha parlato ieri per la prima volta nel corso di un processo in corso davanti al gup di Napoli riguardante una presunta estorsione all’albergatore-pentito Gaetano Vassallo. Poche parole – pronunciate in videoconferenza dal sito remoto del carcere di Milano-Opera, dov’è detenuto al 41 bis – per difendere il fratello Pasquale, imprenditore, anch’egli al regime di carcere duro dopo essersi costituito nell’aprile dello scorso anno. «Mio fratello – ha detto il boss delle stragi casertane, prendendo la parola intorno alle 11 di ieri mattina – è estraneo a questi episodi e non merita il 41 bis. E’ un imprenditore che ha sempre fatto il suo lavoro». Per la prossima udienza del 27 febbraio, sono attese ulteriori dichiarazioni di Setola che si è riservato di farle in quanto i suoi legali avevano già lasciato l’aula. La dichiarazione di Setola è arrivata dopo l’arringa dell’avvocato Alfonso Reccia, difensore di Pasquale Setola, che ha chiesto per quest’ultimo l’assoluzione. Lo stesso imprenditore, sempre ieri, ha reso spontanee dichiarazioni al giudice protestandosi innocente. «Non ho mai fatto nessuna estorsione a Vassallo – ha detto l’imprenditore, semmai è stato il contrario. Avevo un credito di centomila euro per alcuni lavori idraulici eseguiti nell’albergo di Vassallo, ma lui me ne voleva dare solo 38 mila, cercai di ribellarmi ma poi Raffaele Bidognetti, mi ordinò di prendermi degli assegni per 55 mila euro, senza contare alcuni lavori in nero che non mi sono mai stati pagati». Al termine della sua requisitoria, il pm antimafia Giovanni Conzo ha chiesto dieci rinvii a giudizio: oltre ai fratelli Giuseppe e Pasquale Setola, sono imputati Raffaele Bidognetti, Luigi Panfilla, Mario Cavaliere, Nicola Alfieri, Luigi Guida e la moglie Annunziata Casanova, Alessandro Cirillo, Giovanni Letizia, Antonio Di Tella e il pentito Oreste Sapgnuolo (questi ultimi hanno chiesto il rito abbreviato).

 
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