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INFORMAZIONE, GAMBESCIA: "GIORNALISTI SENZA SPINA DORSALE"


"Il problema del giornalismo di oggi è che noi per primi ci mascheriamo dietro il 'non si puo' faré semplicemente perché non abbiamo una spina dorsale. Ci siamo abituati a fare il giornale il meno fastidioso possibile e il più amico di tutti": a dirlo è il direttore de Il Messaggero Paolo Gambescia, nell'ambito del convegno dal tema 'Il reportage oggi e domani', in corso di svolgimento a Padula in occasione della terza edizione del Premio nazionale di giornalismo 'Lamberti Sorrentino - Cronisti di Guerra'. Un chiaro j'accuse, il suo. "Il problema è trasformare l'informazione in conoscenza - ha dichiarato - cosa che non siamo più in grado di fare. Il rapporto con il potere la fa da padrone. Dovremmo avere più voglia di ricevere dai politici telefonate di protesta, quindi dopo la pubblicazione degli articoli, anziché prima come troppo spesso accade". Critiche anche dal direttore de Il Mattino, Mario Orfeo. "Vendiamo le stesse copie che si vendevano negli anni '50, con la sostanziale differenza che i giornali sono molti di piu' - ha detto - Ciò significa che i giornali sono fatti in modo da non piacere alla gente". E se Paolo Garimberti, vice direttore de La Repubblica, sottolinea come il quotidiano abbia saputo tenere testa alla diffusione a macchia d'olio della tv e di internet ('Repubblica vive un ottimo stato di salute a differenza del portale Kataweb'), Paolo Ruffini, direttore di Raitre, difende la tv e lo spazio che concede ai reportage. "Il problema - ha detto - è che ci sono troppi malati o presunti tali che assistono al capezzale un malato o presunto tale. Il reportage, in tv, c'é e come. Trasmissioni come Report lo dimostrano in pieno". Dura l'accusa anche da parte di Mimmo Candito, presidente della giuria del Premio e inviato de La Stampa, chiamato a coordinare il dibattito ('siamo troppo disponibili a piegare la schiena al poteré), presente al convegno insieme a Maurizio De Luca, direttore de La Città -Gruppo L'Espresso.

 
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