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EMITTENZA: DOMICILIARI PER PATRON ITALIAMIA. INDAGATO DIRETTORE


MARCIANISE (Caserta) - Sono tredici gli indagati (tra cui sette funzionari del Corecom) in una inchiesta sfociata in quattro arresti domiciliari. Destinatari, gli imprenditori televisivi campani della famiglia Giordano (Italiamia, Italiamiagroup e la recente Casertamia). Ad eseguire l'operazione il Nucleo Tributario della Guardia di Finanza di Napoli che ha rilevato una truffa ai danni dello Stato. Sequestrati anche 1,5 mln di euro e notificati nove avvisi di garanzia di cui sette destinati ai funzionari del comitato regionale. L'inchiesta riguarda contributi sulla legge 488 percepiti in misura superiore a quella legittima. Ai domicialiari sono finiti Giuseppe Giordano, la moglie Domenica Sarnataro, il figlio Ciro, 24 anni, e il nipote Ciro, 30 anni. Perquisita anche l'abitazione di un giornalista, Giovanni Lucianelli. Le fiamme gialle hanno eseguito anche un decreto di sequestro preventivo emesso dal Gip del tribunale di Napoli e tre i decreti analoghi emessi pero' dal pm. Le accuse contestate sono di truffa aggravata ai danni dello stato, emissione di fatture per operazioni inesistenti, falso ideolgico in atto pubblico. Nel mirino dei finanzieri una serie di societa' che facevano capo a "Italiamia Group" titolare tra l'altro di Teleregione, a sua volta detentrice del marchio 'Italiamia 2 nonchè di Videonola', che avrebbero percepito indebitamente i contributi pubblici a sostegno dell'informazione ai sensi della legge 488. Lucianelli e' indagato per concorso in truffa, emissioni di fatture per operazioni inesistenti, falso in atto pubblico in quanto direttore editoriale. Secondo gli inquirenti, il gruppo attraverso una rete di strutture societarie cointeressate, ha percepito indebitamente i contributi facendo ricorso sistematicamente a fatture per operazioni inesistenti in modo da incrementare i volumi dei ricavi delle televisioni ed ha simulato i contratti di lavoro per giovani praticanti, in modo da aumentare il numero dei dipendenti delle televisioni. Tutti gli indagati sono pronti a difendersi e a chiarire la propria posizione. (21 ottobre 2008-13:10)

Interviene Corecom

"Nel pieno rispetto delle indagini relative alle provvidenze statali della ex Legge 448/98-annualità 2007, istruite dal Corerat-Corecom della Campania allora presieduto dal dottor Samuele Ciambriello e deliberate anche con il mio voto favorevole, preciso che il Comitato, insieme alla struttura amministrativa regionale, ha svolto anche in quella occasione tutte le azioni di controllo e verifica previste dalla legge nazionale e dai regolamenti applicativi". Così l'attuale presidente del Corecom campano, Norberto Vitale, in merito all'inchiesta condotta dal Nucleo di Polizia Tributaria di Napoli nei confronti delle emittenti televisive locali beneficiarie di contributi pubblici che ha portato all'arresto di quattro persone e alla notifica di sette avvisi di garanzia, per abuso d'ufficio, nei confronti del presidente e di cinque attuali componenti del Corecom Campania, oltre che del suo precedente presidente. "Se poi - aggiunge Vitale - nella presentazione dei bilanci presentati dalle emittenti si ipotizzasse la sussistenza di false fatturazioni, l'eventuale accertamento non è, e non potrebbe essere, compito del Comitato che ai fini della istruzione della graduatoria, come da regolamento ministeriale, richiede documenti contabili depositati, come da normativa vigente, per verificare la sussistenza del patrimonio netto previsto e per calcolare il punteggio sulla base della media triennale del fatturato"."In ordine poi all'attribuzione del punteggio relativo ai dipendenti, compresi i giornalisti, dichiarati dalle emittenti, il Comitato - precisa Vitale - avendo scartato l'ipotesi di controlli a campione, come pure avviene in altre regioni, procede soltanto in presenza delle verifiche presso gli enti previdenziali (Inps, Inail, Enpals, Inpgi) sulla iscrizione dei dipendenti e le relative tipologie contrattuali. Soltanto dopo il riscontro da parte degli stessi enti previdenziali, il Comitato ha proceduto all'attribuzione del punteggio, a sua volta determinato da griglie predisposte dal Ministero". "Altri controlli - prosegue il presidente del Corecom - come la presenza effettiva sui luoghi di lavoro dei dipendenti, comunque riscontrati dagli enti previdenziali, non rientrano nei compiti e nelle prerogative del Comitato. Preciso che la domanda per le provvidenze previste dalla ex L. 448/98 è prodotta in duplice copia, una delle quali è inviata dal Comitato al Ministero delle Comunicazioni il quale, anche dopo l'approvazione della graduatoria definitiva, è deputato a svolgere ulteriori controlli prima della erogazione dei fondi: per quanto riguarda l'Annualità 2007, il Ministero delle Comunicazioni ha erogato i finanziamenti previsti per tale annualità ed eventuali sequestri o blocco delle somme a fini di giustizia vanno notificati al Ministero delle Comunicazioni". "Ricordo infine - conclude Vitale - che anche nel caso della delibera n. 4 del 4 aprile del 2007, approvata con sette voti favorevoli e due astenuti, la graduatoria definitiva ha preso atto delle ulteriori osservazioni della Direzione Generale per i servizi di comunicazione riguardanti la esclusione di quattro emittenti".

 
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