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STUDIO LEGALE IODICE-BORGIA RESTITUISCE TESSERE ELETTORALI


SANTA MARIA CAPUA VETERE (Caserta) - C’è anche chi ha consegnato le proprie tessere elettorali in segno di protesta al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, al grido “Noi non ci stiamo”. Sono nove avvocati dello Studio legale associato Iodice-Borgia del comune di Santa Maria Capua Vetere che si sono rifiutati di esprimere il voto “chiamati – denunciano nella lettera che hanno inviato al presidente della Repubblica, con le loro tessere elettorali - a partecipare col mero ruolo di comparse a una democrazia apparente, perché la democrazia in cui viviamo non è più un potere esercitato dal popolo ma di essa non ne rimane che la sua parodia”. Dal capo dello Stato hanno avuto come risposta la restituzione delle tessere elettorali e - informa il Velino - l’invito a “riconsiderare l’importante valore civico che assume l’esercizio del diritto del voto”. Eppure, la loro protesta era seguita a una lunga e articolata riflessione. “Abbiamo scritto – si legge nella lettera degli avvocati di Santa Maria Capua Vetere - che non ci recheremo alle urne ma sarebbe stato molto più corretto scrivere che non possiamo recarci alle urne, perché non potremo mai sentirci rappresentati da un soggetto, designato con imperscrutabili logiche, che neanche conosciamo e che niente sa della cittadina di Santa Maria Capua Vetere nella quale viviamo; cittadina martorizzata dagli scempi ambientali ed in particolar modo dall’immondizia. Santa Maria Capua Vetere era nota, prima delle recenti vicende giudiziarie, per l’esistenza del terzo anfiteatro romano al mondo, per reperti archeologici attestanti l’unica raffigurazione del Dio Mitra, nonché per tante altre bellezze. Oggi, viceversa, ci rendiamo amaramente conto che non possiamo vivere pensando agli annunciati ‘programmi politici’ di qualunque genere o colore se prima non vengono affrontati e risolti i problemi fondamentali della nostra sopravvivenza: il nostro è un territorio devastato nel quale noi che qui viviamo non possiamo più mangiare i prodotti della nostra terra, né bere l’acqua che scorre dai rubinetti, temendo persino di respirare l’aria infestata da un centro di compostaggio rifiuti che si è rivelato solo una scatola per compattare indifferenziatamente rifiuti che non potranno mai essere smaltiti in modo ecocompatibile, il tutto a spese della nostra salute e di noi contribuenti”. Gli avvocati di Santa Maria Capua Vetere non nascondono la loro “indignazione e rabbia allorquando – si legge nella lettera -, oltre a subire sulla nostra pelle le scelte miopi di una classe politica dimostratasi fallimentare, assistiamo, per di più, alla scomparsa dell’etica con formazione di liste di candidati pregiudicati per reati gravi, alcuni autopropostisi con cambi di casacca (chiaro indice di mancanza di qualsivoglia ideale), oppure a candidature di mogli di uomini politici, la cui responsabilità politica prima ancora che penale è sotto gli occhi del mondo intero”. La denuncia continua: “Dopo aver letto e ascoltato, poi, i ‘discorsi’ dei vari candidati le cui dichiarazioni non possono assurgere, neanche lontanamente, a dignità di programma politico – scrivono -, pensiamo che davvero la nostra non è più una reale democrazia, dovendo assistere basiti a filastrocche prive di contenuto e di lungimiranza proferite da soggetti che evidentemente ci attribuiscono la mancanza totale di quoziente intellettivo”. E aggiungono: “Siamo costretti ad assistere a una politica autoreferenziata e autolegittimatasi, non più in grado di proporre soluzioni né di dare risposte ad esigenze fondamentali dell’uomo, ripiegata com’è su se stessa”. La lettera si conclude così: “Ci convinciamo perciò che è necessario far sentire forte e chiaro il nostro dissenso, consegnando a Lei le nostre tessere elettorali, con la speranza di riaverle indietro solo quando ci sentiremo nuovamente cittadini liberi (di respirare, di vivere e di contribuire democraticamente alla vita del paese) e verrà cancellata questa democrazia apparente con il ripristino della democrazia sostanziale, scegliendo finalmente e liberamente un rappresentante del nostro territorio che avrà cura dei beni primari della nostra vita e del Paese nel quale viviamo”. Questa lettera inviata in forma di raccomandata con ricevuta di ritorno ha avuto come sola risposta dalla presidenza della Repubblica (a firma del direttore del Segretariato generale) quattro righe inviate alla Prefettura di Caserta chiedendo di “provvedere, nelle forme più dirette, alla restituzione degli allegati documenti agli interessati, invitandoli a riconsiderare l’importante valore civico che assume l’esercizio del diritto del voto”. La prefettura di Caserta ha trasmesso la lettera al comune di Santa Maria Capua Vetere chiedendo di rendere le tessere elettorali ai firmatari della suddetta protesta. Venerdì mattina, 11 aprile, uomini in divisa le hanno riportate ai cittadini che denunciano la “democrazia apparente”. (14 aprile 2008-20:49)

 
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