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CONTRADA IN VISITA AL CARDARELLI: MA POI DECIDE DI TORNARE IN CARCERE


Bruno Contrada, ricoverato ieri sera al Cardarelli di Napoli su disposizione del giudice di sorveglianza, lascia l'ospedale per far ritorno nel carcere di Santa Maria Capua Vetere. E' stato lo stesso ex funzionario del Sisde a firmare oggi pomeriggio, contro il parere dei medici (per i quali erano necessari ulteriori accertamenti), la richiesta di dimissioni dalla struttura sanitaria. Tuttavia il trasferimento in carcere fino a stasera non è ancora avvenuto: devono infatti ancora essere ultimate le formalità per disporre il ritorno del paziente sotto scorta. Una decisione, quella della rinuncia al ricovero, non condivisa dai familiari di Contrada. "Sono sconvolta. Non riesco a spiegarmi il perché di questa scelta", ha detto la moglie Adriana Del Vecchio. "Mio marito ha patologie gravissime accertate da tutti i dottori che l'hanno visitato - aggiunge - La permanenza in ospedale l'avrebbe solo potuto tranquillizzare". "Mio fratello non vuole più vivere", ha affermato Anna Contrada: "Troppe calunnie sono state dette contro di lui. Hanno distrutto nove famiglie. Perché vuole tornare in carcere? Eravamo più tranquilli sapendo che era in ospedale". Ricoverato al quarto piano del reparto detenuti, Contrada non ha ricevuto visite, che devono essere autorizzate dai magistrati. "L'ex funzionario del Sisde ha una personalità molto forte e vuole ribadire la sua innocenza, ma le patologie delle quali soffre, alcune delle quali sono gravi, non sono curabili in carcere", ha spiegato l'avvocato napoletano Enrico Tuccillo che affianca l'avv. Giuseppe Lipera nella difesa. Contrada, rivela il legale, con la moglie al telefono ha avuto uno sfogo: "Mi stanno trattando come un pacco postale". I medici hanno stabilito che l'ex funzionario "é affetto da patologie croniche non acute, a livello cerebrale e polmonare". L'ex dirigente del Sisde è stato sottoposto a vari esami (tac cranica, elettrocardiogramma e radiografia al torace) che hanno consentito di diagosticare in particolare una ischemia cerebrale e un versamento pleurico, entrambi verificatisi già da qualche tempo. Il primario del reparto detenuti del Cardarelli, Francesco Renda, che lo ha visitato questa mattina, lo ha descritto comunque come una persona serena, nonostante il suo precario stato di salute. Ieri il direttore sanitario aveva precisato che il paziente non è in pericolo di vita. La vicenda della scarcerazione, con il differimento della pena, (Contrada deve scontare 10 anni per concorso in associazione mafiosa) dovrebbe essere definita il 10 gennaio quando si terrà l'udienza davanti al tribunale di sorveglianza di Napoli. E sul caso è intervenuto nuovamente il ministro della Giustizia Clemente Mastella, per sottolineare che la decisione circa l'istanza di differimento della pena per ragioni di salute "é di esclusiva competenza della magistratura di sorveglianza", nonché per spiegare di aver "immediatamente avviato l'istruttoria di rito relativa alla supplica di grazia, a firma dell'avvocato Lipera, non appena trasmessami dal capo dello Stato". (29 dicembre 2007-20:18)

 
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