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CASERTA, SI ABBATTE IL REGGIA PALACE HOTEL: SORGERA' CENTRO COMMERCIALE

Dal Corriere del Mezzogiorno di mercoledil 17 ottobre 2007


CASERTA – L’area del «Reggia Palace Hotel» di viale Carlo III, struttura alberghiera creata dagli imprenditori casertani Alfonso ed Enzo Cuccaro Cuccaro e distrutta dalle fiamme oltre dodici anni fa, ospiterà entro un paio d’anni un centro commerciale e, ai piani superiori, diversi uffici destinati a studi e professionisti. E’ quanto si apprende da voci che circolano in questi giorni dopo le operazioni di abbattimento della imponente struttura alla quale la Regione Campania ha tolto il vincolo esistente che obbligava l’immobile ad essere un albergo. Per anni unico polo turistico e convegnistico, fu distrutto dalle fiamme nel maggio del 1995, dopo un pauroso rogo che causò sette morti e distruggendo la struttura. Ad aggiudicarselo ieri, all'asta, per la «modica» cifra di 6 miliardi e 19 milioni di lire nel febbraio del 2001, fu una società con sede a Milano, la «Copafin S.r.l.» amministrata da Sebastiano Sicignano (un professionista originario di Castellammare di Stabia). La società milanese – che annoverava come socio la fiduciaria romana «Servizio Italia», vicina alle attività imprenditoriali di Silvio Berlusconi – era stata la prima a presentare l'offerta lievitata dagli iniziali quattro miliardi ai sei. A rappresentare gli interessi della società milanese fu l'avvocatessa casertana Annarita Petrone, peraltro appartanente ad una nota famiglia di albergatori casertani titolari di una struttura ricettiva a poca distanza del «Reggia». La «Copafin», dopo ben sette incanti andati deserti (l'iniziale asta partì da circa dieci miliardi), si aggiudicò in modo provvisorio l'asta del dicembre 2000. Alla stessa gara avevano partecipato l'imprenditore Francesco Palmesano (concessionario «Alfa-Romeo» e «Amica» di Capua) e la «Sita» che aveva poi aumentato l'offerta in un secondo momento insieme all'avvocato Giuseppe Cicala, terzo acquirente. Quest'ultimo, che rappresentava i titolari della «M-car» di viale Carlo III – concessionaria casertana della «Bmw» - desistì al secondo aumento abbandonando l'asta. Ad apertura incanto aveva subito rinunciato la romana «Sita» («Società Immobiliare Turistico Alberghiera», dove pure risultava socio la fiduciaria «Servizio Italia»), rappresentata legalmente dall'amministratore unico Vittorio Verzillo. L'asta, partita al nuovo prezzo di 5 miliardi e 800 milioni circa, si svolse davanti al giudice Aldo Ceniccola della sezione fallimentare del tribunale sammaritano. Curatore del fallimento «Reggia Palace», che svolse le operazioni di assegnazione, fu l'avvocato Carmine Buonanno. Un retroscena che per certi versi assunse i toni di un «giallo» fu, a dire di qualche addetto ai lavori, la partecipazione all'asta di due società distinte («Copafin» e «Sita») controllate, però, da una stessa fiduciaria. La società milanese che si è aggiudicata definitivamente l'incanto si occupa, tra le altre cose, di costruzione di alberghi e di complessi turistico alberghieri. In particolare, «opera nel quadro della realizzazione di nuove iniziative nelle aree depresse del territorio nazionale, e, più, specificatamente, dei territori del Mezzogiorno d'Italia beneficiari di interventi straordinari». L'attitvità della «Copafin», inoltre, riguarda la compravendita, ristrutturazione e la trasformazione di fabbricati e terreni e l'esecuzione di studi di fattibilità complessiva nello stesso ambito.

 
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