CASERTA: NELL'AGRO AVERSANO LE BASI DELLA CENTRALE DELLE SCARPE FALSE
Data: Lunedì, 06 febbraio @ 14:51:01 CET
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Non la 'solita' attività di contraffazione ma un vero e proprio sistema organizzato di realizzazione del falso, con investimenti di capitali - oltre 2 milioni di euro dal 2002 al 2005 - e ben 15 immobili destinati a fabbriche e depositi per lo stoccaggio dei prodotti falsi Prada, Hogan e Tod's. Sono i numeri dell' operazione che ha portato alla scoperta di due organizzazioni 'imprenditoriali' collegate per la produzione, lo stoccaggio e la commercializzazione di scarpe con noti marchi contraffatti. Quattro le ordinanze di custodia cautelare in carcere e 6 agli arresti domiciliari eseguite all' alba dalla Guardia di Finanza di Afragola in Campania e Toscana. 23 le perquisizioni domiciliari - nelle due regioni ma anche in Lombardia - disposte, con conseguente sequestro di denaro, conti correnti con saldi attivi per migliaia di euro, documentazione relativa all'attività dei sodalizi. Ad emettere i provvedimenti è stato il gip Lucio Aschettino su richiesta del pm Valter Brunetti, sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Napoli, sezione Criminalità economica. Le due organizzazioni, articolate, avevano basi nell'area a nord di Napoli - e in particolare a Casandrino, Afragola, Acerra, Qualiano, Grumo Nevano e Marano - e nella provincia di Caserta, in particolare nei comuni di Lusciano, Casaluce e Sant'Arpino. Tra gli opifici sequestrati uno, a Casoria, nel Napoletano, funzionante con macchinari e semilavorati per migliaia di pezzi. Che non si trattasse di falsificatori sprovveduti lo dimostra il fatto, appurato dall'indagine della Procura di Napoli, che le due organizzazioni si avvalevano di tecnici esperti del settore per la riproduzione di modelli e marchi del tutto simili a quelli immessi sul mercato dalle case licenziatarie dei marchi. Per questo gli accertamenti della polizia giudiziaria su origine e natura del marchio sono stati condotti con il necessario ausilio di periti e tecnici. Per la Procura, il volume della produzione accertato e il complesso di beni necessari alla realizzazione delle scarpe nella disponibilità delle organizzazioni scoperte dalla Finanza lascia intendere che gli opifici lavorassero senza sosta per l'immissione sull'intero mercato nazionale di centinaia di migliaia di calzature. Le indagini dei militari hanno minuziosamente ricostruito i collegamenti tra i componenti delle due associazioni, accertato l'entità dei capitali investiti nel settore per oltre 2 milioni di euro, identificato 42 lavoratori in nero. Oltre ai 15 immobili sequestrati sono state scoperte 180.561 calzature di marchi contraffatti, 304.249 accessori semilavorati e 210 macchinari utili alla produzione delle scarpe. Tutti gli appartenenti all'organizzazione, pur avendo la disponibilità reale di ingenti risorse finanziarie, sono risultati formalmente privi di reddito. La Finanza ha evidenziato l'esistenza di un danno all'Erario di circa sei milioni di euro.(6 febbraio 2006-14:50)





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