CAMERA PENALE S. MARIA C.V. (CASERTA): DA OGGI SCIOPERO PER 5 GIORNI
Data: Lunedì, 14 novembre @ 13:04:25 CET
Argomento: Cittadini e Giustizia




SANTA MARIA CAPUA VETERE (Caserta), 14 novembre 2011 (Casertasette) - Aderirà anche la Camera Penale di Santa Maria Capua Vetere allo sciopero nazionale indetto per cinque giorni, dal 14 al 18 novembre prossimi, dall’Unione Camere Penali Italiane che ha aspramente criticato la situazione della giustizia e soprattutto una serie di gravi attacchi al diritto di difesa. I penalisti, in particolare, lamentano alcune prassi giudiziarie, che starebbero prendendo piede e che nelle aule di giustizia stanno gravemente comprimendo i loro spazi di diritto alla difesa e di manovra. E proprio a tre giorni dallo sciopero, è intervenuto personalmente a Santa Maria Capua Vetere (prima per un convegno presso la facoltà di Giurisprudenza della Seconda Università di Napoli) e poi presenziando ad un direttivo allargato della Camera Penale, Valerio Spigarelli, il presidente nazionale dell’organismo che rappresenta in Italia tutti i penalisti della Penisola. Duplice la sua presenza in provincia di Caserta: nell’aulario di Giurisprudenza, ha partecipato ad un forum  su «La Corte europea di Strasburgo quale garante del giusto processo» moderato dall’avvocato Federico Simoncelli e con gli interventi del presidente della Camera Penale Alessandro Diana; del professore Mariano Menna, ordinario di procedura penale presso la facoltà di Giurisprudenza della Sun di Santa Maria Capua Vetere; dell’avvocato e ricercatore universitario Antonio Pagliano e dell’avvocato Gennaro Iannotti responsabile della scuola di formazione della Camera Penale sammaritana. Il delicato e complesso tema tecnico-giuridico riguardante i processi sottoposti alla Corte Europea (con l’interfaccia giurisprudenziale dell’ordinamento giuridico italiano) è stato al centro dell’intervento del professore Menna e, successivamente, di quello del relatore Antonio Pagliano il quale – citando anche alcuni casi relativi alla provincia di Caserta, come il processo a carico di Alberto Ogaristi, l’operaio accusato ingiustamente di un delitto che si attribuirono successivamente alcuni pentiti – ha sottolineato come sia necessario, alla luce di quanto richiamato dalla normativa europea, la ricerca di una fonte di prova come può essere un teste, con tutti i mezzi e strumenti necessari e con ogni possibile estensione. Il presidente dell’Ucpi, Spigarelli, si è soffermato invece sugli aspetti della verità processuale evidenziando casertasette le difficoltà, nel nostro sistema giudiziario, a concretizzare la cosiddetta «cross-examination», la formula del contraddittorio all’italiana penalizzata dall’assenza della separazione ordinamentale di soggetti non commisti fra loro. La massima carica dei penalisti italiani, stigmatizzando alcuni episodi sulla violazione del diritto alla difesa che di recente sono balzati alla ribalta della cronaca e che nel recente passato hanno interessato anche il foro di Santa Maria Capua Vetere, ha evidenziato la necessità di riappropriarsi dello strumento della deontologia per far capire quanto stia a cuore ai penalisti il diritto alla difesa. Tema affrontato anche nel direttivo allargato della Camera Penale sammaritana, alla presenza dell’avvocato Paolo De Angelis, presidente delle Camere penali campane (fanno parte del direttivo anche i penalisti del foro sammaritano Raffaele Costanzo, Alessandro Diana, Maria Lampitella, Annamaria Ferriero e Gennaro Iannotti) e del segretario della Camera Penale di Benevento, Monica Del Grosso. Tra gli argomenti affrontati da Spigarelli nella seconda parte della sua visita a Caserta, c’è stato quello della comunicazione ai cittadini e alle istituzioni. «Dobbiamo parlare dei nostri problemi, che poi sono anche quelli dei nostri assistiti e dei cittadini comuni – ha detto Spigarelli – senza confinarci nel linguaggio degli iniziati, nel politichese o nel lirismo retorico che si ritrova ancora nel mondo forense. Dobbiamo farci capire da tutti senza temere di confrontarci con l’informazione che non sempre presta ascolto alle nostre idee. Insomma, cercare un linguaggio che si interfacci tra una parte del mondo giudiziario e quella parte di informazione che si occupa di giustizia scevro da iperboli, proclami e invettive».





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