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TENTO' DI CORROMPERE CARABINIERE: SCARCERATO IMMIGRATO RUMENO


Caserta - Era stato arrestato dai Carabinieri di Capua con l’accusa di istigazione alla corruzione e ricettazione, ma il Gip del Tribunale di S. Maria C.V. non ha convalidato l’arresto e ha ritenuto di non dover applicare alcuna misura cautelare nei confronti di un cittadino rumeno, Marius Croitour di 27 anni. L’uomo, difeso dall’avv. Enzo Guida, nel corso dell’udienza di convalida, ha avuto modo di chiarire la sua posizione. L’arresto del cittadino extracomunitario era avvenuto nella giornata di lunedì, quando questi, a bordo di uno scooter, era stato fermato dai Carabinieri nella frazione di Sant’Angelo in Formis. Secondo l’accusa ed in base a quanto riferito dalle forze dell’ordine, Croitour doveva essere multato perché alla guida del ciclomotore senza casco e senza assicurazione, oltre che lo stesso mezzo di locomozione era provento di furto. Dinanzi a tale contestazione l’uomo, secondo sempre quanto riferito dalle forze dell’ordine, avrebbe offerto la somma di 50 euro per non essere arrestato. Da qui l’accusa, ulteriore oltre alla ricettazione, di istigazione alla corruzione. Nel corso dell’udienza di convalida, svoltasi ieri mattina presso la Casa Circondariale di S. Maria C.V. dinanzi al Gip Paola Piccirillo, la difesa, sostenuta dall’avv. Enzo Guida, ha dimostrato, anche attraverso della documentazione, che non solo il ciclomotore non era rubato ma che l’extracomunitario non voleva assolutamente corrompere i carabinieri ma solamente pagare la multa per le sanzioni amministrative. Infatti il Croitour aveva premura di andare via in quanto era diretto presso l’ospedale “Melorio” di S. Maria C.V. dove la moglie aveva partorito e quindi doveva riconoscere la figlia appena nata. L’extracomunitario, che non capiva molto bene l’italiano, ha spiegato al giudice che la sua intenzione era quella di pagare la multa e non certamente di corrompere i Carabinieri. Ha anche chiarito che aveva fretta di andare via perché voleva raggiungere la moglie all’ospedale. La difesa sul punto ha prodotto ampia documentazione circa l’effettiva nascita della bambina e la necessità di attribuire alla stessa la dovuta paternità. Per quanto riguardava il ciclomotore, lo stesso non era rubato ma solamente la targa era provento di delitto. Alla luce delle versione data dall’indagato ed in base alla argomentazioni del legale dell’extracomunitario, il Gip non solo non ha convalidato l’arresto, ritenendo insussistente l’ipotesi di reato della istigazione alla corruzione ma, contrariamente a quanto chiedeva il Pm, ha lasciato libero l’indagato, il quale potrò abbracciare la moglie e la figlia appena nata. (13 settembre 2006-15:45)

 
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