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**ITALIA, QUIRINALE: IL PRESIDENTE SENZA POTERI? NON E' MICA VERO**


Roma - (di Christian Rocca) Una delle tante stupidaggini della politica italiana è l’idea che il nostro presidente della Repubblica non abbia poteri reali e sia una specie di badante della Costituzione col compito unico di tagliare nastri e accarezzare i bambini. In forza di tale mostruosità costituzionale, il posto al Quirinale sarebbe riservato a un tecnico, a un notaio, a un garante, meglio se anziano e senza carisma, che tra un pizzico e l’altro faccia trascorrere sette anni di noia istituzionale. Solo che non è vero. Non è affatto vero. Lo dimostrano sia la Costituzione scritta sia la prassi: o ci siamo dimenticati della presidenza Scalfaro? E’ stato lui a porre veti sui ministri, a promuovere ribaltamenti della volontà popolare, a cambiare la maggioranza parlamentare e a condurre manovre politiche rispettando lo spirito e la lettera della Costituzione. Non ha poteri? Il presidente della Repubblica italiana – sia detto per paradosso, ma mica tanto – li ha quasi dittatoriali. Non esiste da nessuna altra parte del mondo che un presidente non eletto dal popolo abbia la quantità e la qualità dei poteri politici a disposizione del Quirinale. Il capo dello stato è titolare dei due strumenti politici fondamentali in qualsiasi sistema democratico: spetta a lui sciogliere le Camere e a lui nominare il presidente del Consiglio, anche non tenendo conto del risultato delle urne. Il nostro capo dello stato ha anche il potere di convocare il Parlamento in seduta straordinaria e di indirizzare il dibattito politico inviando messaggi formali. Il capo dello stato, se gli garba, può rimandare alle Camere una legge approvata dai rappresentanti del popolo. I disegni di legge del governo devono essere autorizzati dal presidente, il quale è anche il capo delle Forze armate e presiede il Consiglio supremo di difesa, cioè è titolare di uno degli strumenti più importanti di politica estera, oltre che di sicurezza nazionale. In quella sede, e con questi poteri, Ciampi ha impedito al governo Berlusconi di partecipare a Iraqi Freedom, al contrario di quanto fece Scalfaro ai tempi del Kosovo. Il presidente nomina cinque senatori a vita con cui può cambiare la maggioranza al Senato. Può sciogliere i consigli regionali, presiede l’organo di autogoverno della magistratura, nomina un terzo dei giudici costituzionali e può annullare reato e pena con la grazia. Sono poteri pienamente politici che sarebbe meglio fossero esercitati alla luce del sole e in modo moderno da un vero leader politico. Meglio se con i baffi, diciamo.(10 maggio 2006-22:40)

 
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